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 Relazione Tecnica

 

Allegato 1 - Tabulato generale piante analizzate  (omissis)

Allegato 2 - Schede di rilievo V.T.A. e analisi strumentali   (omissis)

Allegato 3 - Documentazione Fotografica   (omissis)

 

 

ANALISI V.T.A. ED  INDAGINI STRUMENTALI

Bosco DI MACCHIA GRANDE

COMUNE DI MANZIANA

ANNO 2002

 

   

 

 

Il Tecnico Incaricato

Dott. For. Rocco Sgherzi

 

Scritto a mano:

9/11/2002

Visto

Per Bruni

Per Mariani

Per Rossi

Provvedere con urgenza per taglio alberi n.56 cat. C-D pag.34 previa richiesta al sindaco di emissione apposita ordinanza

 

Michele Annese


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ANALISI V.T.A. ED INDAGINI STRUMENTALI

MANZIANA - ROMA

ANNO 2002

 

 

 

Viterbo, 10 ottobre 2002

 

Premessa

 

Su incarico del Comune di Manziana (Roma), lo scrivente Dott. For. Rocco Sgherzi, iscritto al num. 112 dell'Albo Professionale dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Provincia di Viterbo, ha analizzato 75 alberi siti alI'interno del bosco di Macchia Grande e lungo la strada Braccianese, identificati durante sopralluogo congiunto con la Committenza.

 

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1 - Introduzione

L'indagine, oggetto della presente relazione tecnica, è stata condotta in quattro

distinte fasi:

Numerazione: ogni esemplare è stato specchiato e numerato, mediante

vernice rossa, consentendo una rapida e inequivocabile individuazione delle

singole piante.

Analisi visiva: ogni esemplare è stato oggetto di accurata analisi visiva,

secondo la metodologia V.T.A., al fine di valutarne stato fitosanitario,

caratteristiche meccaniche e condizioni di stabilità.

Analisi strumentale: sulla base di quanto dedotto con l'analisi visiva,si sono

effettuati gli approfondimenti necessari mediante analisi strumentali. A

tale scopo, si è fatto uso del Martello ad impulsi di Metriguard. ritenuto lo

strumento più adatto a monitorare le caratteristiche meccaniche delle

specie analizzate e di Resistograph modello F300.

Documentazione fotografica: sono state fotografate tutte le piante per le

quali si prescrive l'abbattimento, evidenziando le principali problematiche.

 

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2 - Sito d'impianto

 

Le piante visionate sono parte integrante del bosco di Macchia Grande e sono distribuite lungo una fascia di circa venti metri di larghezza a partire dalla limitrofa strada provinciale braccianese che costeggia costantemente il popolamento arboreo in esame.

Una ventina di cerri sono presenti lungo la strada provinciale e fuori dalla recinzione che delimita fisicamente l'estensione del bosco di Macchia Grande; i restanti alberi sono tutti situati all'interno della suddetta recinzione.

Il terreno è da considerarsi in tutti i casi permeabile e spesso inerbito, ben drenante e sufficientemente profondo.

Gli esemplari al di fuori della rete di recinzione sono stati spesso oggetto di gravi lesioni all'apparato radicale a causa della realizzazione di canale di scolo al lato della provinciale.

 

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3 - Stato fitosanitario

 

L'analisi visiva, condotta mediante metodologia V.T.A.. ha permesso di evidenziare il frequente ricorrere di numerosi focolai infettivi dovuti ad agenti patogeni fungini appartenenti ai generi Phomes, Ganoderma. Polyporus. etc; sono. stati individuati inoltre vari saprofiti, quali Trametes, Volvariella, Auricolaria, etc, segno di un avanzato stato di degrado dell'intero popolamento.

La presenza anche così massiccia, sia per numero che per diffusione, di agenti patogeni non rappresenta comunque la causa primaria del degrado del popolamento arboreo in esame. I funghi agenti di carie e gli insetti xilofagi, sono "parassiti da debolezza"; i loro attacchi cioè avvengono solo dopo un evento destabilizzante e debilitante (causa primaria) che abbassa sensibilmente le difese della pianta. Più l'albero è stressato, maggiore è Ia velocità e la facilità di diffusione dei patogeni nei tessuti legnosi.

Nel caso specifico si sono individuate varie cause primarie che hanno contribuito al concretarsi di un tale degrado dai punto di vista fitosanitario.

In primo luogo si ritiene doveroso sottolineare come molti degli esemplari visionati siano da considerarsi stramaturi e quindi giunti a fine turno; è presente una ricca rinnovazione naturale che garantirà il futuro del popolamento se verrà data la possibilità del ricambio.

L'elevata concorrenza tra esemplari maturi per spazio, luce e nutrienti ha causato un veloce degrado ed il deperimento di buona parte dei soggetti analizzati.

 

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4 - Stabilità meccanica

L'analisi visiva sugli esemplari arborei oggetto della presente relazione tecnica ha

permesso di evidenziare alcuni elementi fortemente destabilizzanti:

1. Presenza di gravi lesioni all'apparato radicale per quasi tutti gli esemplari

visionati presenti al di fuori della recinzione (esemplari n°4 e dal n°53 al n°75);

durante la realizzazione de! canale di scolo che costeggia la strada provinciale,

sono stati asportati sensibili porzioni degli apparati radicali, come ampiamente

documentato dalle foto allegate alla relazione. Le lesioni in questione sono state

sicura via di ingresso per vari agenti patogeni fungini;

2. Mancanza di una porzione sensibile di apparato radicale coincidente col "piede"

rende alcuni degli esemplari visionati ad elevato rischio statico.

3. Marcata inclinazione dei fusti in direzione del margine del bosco e quindi della

srada provinciale braccianese. Il progressivo sbilanciamento verso l'esterno

del popolamento arboreo è dovuto all'eccessiva densità ed alla notevole

competizione;

4. Chiome sofferenti e rade; è stato riscontrato un frequente disseccamento degli

apici delle branche, segno evidente del grave stato di degrado che interessa il

popolamento visionato.

 

 

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5-Rilievi

 

Le analisi strumentali sono state effettuate mediante Martello ad impulsi  di Metriguard e Resistograph F300.

Il primo strumento (Martello di Metriguard) misura la velocità di  propagazione  di un'onda elettrica attraverso una sezione della pianta; l'onda viene generata dal martello e rilevata da un acceleratore posto in posizione diametralmente opposta.

In  base   ad opportune scale di riferimento e alle caratteristiche intrinseche delle singole specie nel Centro Italia, è possibile valutare dal punto di vista qualitativo e quantitativo le alterazioni presenti nei tessuti legnosi, attribuendo ogni pianta un livello di rischio e quindi una classe F.R.C.

Con il  secondo strumento (Resistograph) si fa penetrare una sonda di acciaio armonico dello  spessore in punta di 3 mm all’interno dei tessuti legnosi, la resistenza incontrata dalla punta durante, l'avanzamento viene registrata su carta; viene così generato un grafico che permette una puntuale analisi della consistenza meccanica della sezione analizzata.

L'eventuale  presenza  di discontinuità, carie o marciumi viene segnalata dal brusco decadimento della curva del grafico.

L'andisi visiva e il  rapporto esistente tra porzione di Segno sano e cariato (verificato mediante Resistoqraph) permettono di attribuire ad oqni pianta monitorata una determinata classe di rischio.

Sì rìcorda infine come le alte temperature  generate durante l’ avanzamento della sonda evitano il propagarsi di patogeni nel foro; la particolare conformazione della “testa” della sonda inoltre permette, durante il suo recupero, di richiudere perfettamente il foro con la stessa segatura creata nella penetrazione.

 

 

5.1. - Classificazione dei livelli di rischio

La classificazione F.R.C. (Failure Risk Classification) è alla base di una corretta determinazione degli interventi prioritari. Suddividendo le piante in categorie di rischio predefinite (secondo la metodologia denominata F.R.C., illustrata in tabella 1) è possibile standardizzare le procedure di monitoraggio e messa in sicurezza di esemplari arborei.

 

Questa classificazione consente di pianificare nel modo più corretto gii interventi manutentivi e di monitoraggio finalizzati al mantenimento di esemplari arborei in una situazione, se non di totale sicurezza, almeno di rischio controllato.

In base all'esperienze da noi maturata nel settore si sono individuate poi tre nuove sottocategorie per le classi C e D.

 


Tabella 1 - Descrizione delie 5 categorie F.R.C. (Failure Risk Classification)

 

Classe

Cadenza e tipologia delle analisi

A

Vengono inseriti in questo gruppo tutti i soggetti che non manifestano né difetti di forma riscontrabili con il VTA, né significative anomalie rilevabili strumentalmente. Per tutti questi soggetti è necessario effettuare un controllo visivo speditivo annuale. I rischi di schiantamento e caduta sono legati ad eventi statisticamente non prevedibili.

B

Su questi soggetti l'osservazione visiva e l'indagine strumentale hanno rilevato lievissimi difetti di forma e piccole anomalie strutturali. Per questi soggetti si rende necessaria un'analisi visiva minuziosa a cadenza annuale. I rischi di schian+amento e caduta sono sostanzialmente hconducibiie a quelli del gruppo A.

C

Soggetti con significativi difetti di forma e/o strutturali verificabili strumentalmente. Il rischio in questi casi può essere un ulteriore aggravamento delie anomalie riscontrate. Si rende necessario un minuzioso controllo visivo a cadenza annuale unitamente ad un'indagine strumentale. La divisione in tre sottocategorie (C1,.C2 e C3) permette un'ulteriore differenziazione delle piante, a partire dalla meno pericoloso alla più pericolosa, all'interno della stessa classe C.

C-D

In questa categoria vengono inseriti tutte le piante con gravi anomalie strutturali e/o morfologiche. L'abbattimento di questi soggetti può essere evitato intervenendo con opportune operazioni finalizzate alla messa in sicurezza degli stessi (riduzione chioma, consolidamento, etc.). Deve essere effettuato un monitoraggio periodico (semestrale) al fine di rilevare aggravamenti delle condizioni già precarie.

D

Fanno parte di questa categoria tutte quelle piante che per difetti strutturali e/o morfologici riscontrati devono ascriversi alla categoria statisticamente ad alto rischio di caduta e schianto.Per questi soggetti, la cui prospettiva di vita è gravemente compromessa, ogni intervento di risanamento risulterebbe vano. Le piante appartenenti a questo gruppo devono essere abbattute. La divisione in tre sottocategorie (D1, D2 e D3) permette un'ulteriore differenziazione delle piante, a partire dalla meno pericolosa alla più pericolosa, all'interno della stessa classe D.

 

 

 

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6 - Conclusioni

Dall'analisi dei dati biometrici, dello stato fitosanitario e delle condizioni generali sotto il profilo statico, risulta evidente che ci troviamo di fronte ad un popolamento arboreo maturo che, in molti casi, si avvia verso la senescenza.

Tabella 2 - Analisi V.T.A. sintetica, distinta per parte anatomica.

Giudizio

Colletto

Fusto

Chioma

Scarso

16

32

41

Mediocre

10

26

29

Sufficiente

42

17

5

Discreto

7

0

0

Buono

0

0

0

Totale

75

75

75

  

 

 

La tabella 2 mostra chiaramente lo stato di degrado che caratterizza il popolamento visionato.

Le chiome sono rade. sofferenti e seccaginose, con gli apici delle branche primarie ormai già morti. Spesso a tali alterazioni si aggiunge anche una forte asimmetria e sbilanciamento verso la vicina strada provinciale.

Altra causa dello scadente stato generale è la frequente inclinazione dei fusti dovuta all'elevata densità ed alla competizione all'interno del popolamento arboreo.

Sembra evidente la necessità di intervenire diradando il popolamento arboreo e sfruttando il fatto che è estremamente ricca e rigogliosa la rinnovazione naturale che tappezza il sottobosco.

I colletti invece sono stati considerati mediamente sufficienti o comunque accettabili; il ristretto numero d'esemplari con giudizi peggiori ha subito lesioni durante la realizzazione e la manutenzione del canale di scolo lateralmente alla strada braccianese.

Come si nota osservando la tabella 3, che fotografa perfettamente la reale situazione dal punto di vista fitosanitario e statico, è urgente intervenire con numerosi abbattimenti e con un attento e costante monitoraggio della fascia boscata.

 

Tabella 3 - Distribuzione nelle classi di rischio

Classe F.R.C.

%

A

0

0,0

B

0

0,0

C

19

25,3

C-D

23

30,7

D

33

44,0

TOTALE

75

100,0

 

Per quanto fin qui detto e per ia particolare ubicazione degli esemplari visionati non si può che descrivere lo condizione generale delle alberate analizzate ad elevato rischio.

Fermo restando il significato delle singole classi di rischio della classificazione F.R.C, secondo la nomenclatura internazionale, in considerazione delle necessità operative delia Pubblica Amministrazione e limitatamente alle classi di rischio più ampie quali la classe C e la classe D. si è optato per la loro divisione in ulteriori sottoclassi di servizio; il fine ultimo di tale operazione è di suggerire parametri più precisi, ma non vincolanti, utili a perseguire una più attenta ed economica gestione del popolamento, indicando parametri per la pianificazione degli interventi (potature, messa in sicurezza ed abbattimenti).

 

 


Tabella  4 – Distribuzione nelle sottoclassi di rischio. Sottoclassi F.R.C.

Frequenza

C1

0

C2

2

C3

17

D1

7

D2

22

D3

4

TOTALE

75

 

 

La distinzione tra gli esemplari appartenenti alia classe di rischio C è stata fatta in relazione alia cadenza con la quale dovranno essere effettuati i controlli strumentali per verificare l'eventuale peggioramento delle condizioni riscontrate.

La classe C1 si riferisce ad esemplari con carie o porzioni di tessuti degradati rilevati che non superano il 15% dei raggio (diametro/2 misurato a m 1.30 da terra) e che non possiedono gravi anomalie strutturali; questi esemplari dovranno essere ricontrollati strumentalmente con cadenza triennale.

 

La classe C2 si riferisce ad esemplari con carie o porzioni di tessuti degradati rilevati che non superano il 30% del raggio e che non possiedono gravi anomalie strutturali; questi esemplari dovranno essere ricontrollati strumentalmente con cadenza biennale.

 

Infine la classe C3 si riferisce ad esemplari con carie o porzioni di tessuti degradati rilevati che non superano il 50 % del raggio e che non possiedono gravi anomalie strutturali; questi esemplari dovranno essere ricontrollati strumentalmente con cadenza annuale.

La distinzione tra gli esemplari appartenenti alla classe di rischio D è stata fatta in relazione all'urgenza con la quale dovrà essere effettuato fisicamente l'intervento.

La classe D1 riguarda esemplari irrecuperabili ma che non presentano ancora gravi carenze sotto il profilo della sicurezza; tali piante potranno essere abbattute entro sei mesi, per questo motivo si parla di abbattimenti programmabili.

La classe D2 riguarda gli abbattimenti indifferibili; tali piante potranno essere abbattute entro due mesi, non rappresentano un rischio immediato anche se è bene iniziare a programmare la loro sostituzione in tempi brevi.

La classe D3 riguarda esemplari irrecuperabili che rappresentano un rischio elevato ed immediato per l'incolumità pubblica; tali esemplari debbono essere eliminati nei tempi più rapidi possibile.

 

Il Tecnico

Dott. For. Rocco Scherzi

 

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