A proposito di Pasquino
Alcuni soci di ManzianaLAB hanno raccolto critiche rivolte al nostro sito, relative ad una “pasquinata” recentemente pubblicata
(La sagra della castagna di Pasquino della Castagna) e che qualcuno ha scaricato, stampato e diffuso a
Manziana, chiedendomi di precisare il ruolo che l’ Associazione (nella sua versione telematica) ha avuto nella vicenda.
Dall’ inizio della nostra attività tutto quello che riceviamo per essere pubblicato non è sottoposto ad alcun tipo di censura, sempre che si rimanga nei limiti del confronto civile. A questa regola semplice non sfuggono neanche le pasquinate, anche se, per loro natura, sono spesso sopra le righe. Ma
si tratta di una modalità espressiva particolare e chi la conosce non si scandalizza.
La pasquinata “incriminata”, da questo punto di vista, non è molto diversa dalle altre ricevute: è solo un po’
volgarotta, ma niente di più. D'altronde non tutti scrivono come Pasquino o Marforio (a proposito: complimenti!).
Se invece sono i contenuti a turbare le persone che si sono sentite attaccate dai versi di
Pasquino della Castagna, rispondano a quelle che giudicano delle falsità inviandoci un loro scritto (in poesia o in prosa) e noi lo pubblicheremo
(... e magari qualcuno lo scaricherà, stamperà e diffonderà a Manziana).
Sotto Benedetto XIII "chiunque, senza distinzione di persone, clero compreso, scrive, stampa, diffonde
....libelli che abbiano carattere di pasquinate" è punito con la pena di morte, la confisca dei beni e l'infamia del nome. Siamo sotto un Benedetto anche noi e la satira non se la passa bene ultimamente ma mi auguro che i tempi siano cambiati.
Giovanni Boaga - webmaster ManzianaLAB