Cari amici
vedo con stupore la crescente mobilitazione a difesa dei lavoratori e dell' esistenza stessa della Riserva naturale.
Per quanto riguarda la mia particolare condizione di "incriminato per ostacolo allo sviluppo" posso solo raccontarvi che lo fui già parecchi anni fa, quando la precedente amministrazione comunale di Canale mi assunse come direttore, a seguito del cambio di attività del direttore in carica e avendone i requisiti ( 3 classificato nel concorso pubblico per esami e titoli) ma contemporaneamente ( all'albo pretorio comunale erano affisse insieme le delibere di assunzione e di revoca dell'assunzione del direttore, cioè del sottoscritto ) mi..licenziò per intercorso cambiamento di orientamento del sindaco e della giunta ...forse qualcuno mi aveva già condannato sulle intenzioni per ..."ostacolo allo sviluppo".

Premessa questa simpatica storia che la dice lunga sul rispetto dei lavoratori anche quando non hanno avuto nemmeno il tempo di "ostacolare i destini del mondo" mi preme specificare alcuni punti importanti:

1) Non siamo quelli che pensano solo agli uccellini e trascurano lo sviluppo, no, ditelo a qualcun altro.
Non ci siamo mai opposti alla realizzazione delle strutture ad uso agricolo e zootecnico , tanto è che abbiamo rilasciato non pochi nulla osta per la loro realizzazione o ristrutturazione, dando prescrizioni per attenuarne gli impatti. 
In un caso si è rinviata al mittente la proposta chiedendo di sostituire la tettoia prevista in fibrocemento. 
Le azioni giudiziarie effettuate dal personale di vigilanza riguardano strutture di vario tipo, realizzate in totale assenza di atti autorizzativi. Sono atti dovuti la cui mancata attuazione poteva costituire omissioni.
Smentisco presunti atteggiamenti vessatori contro chi ha realizzato "contatori dell'enel", la realtà è assai più complessa e in alcuni casi si è assistito alla reiterazione di abusi su abusi nello stesso fondo.
Se poi pensiamo pure agli uccellini, qualcuno ci trova qualcosa di male, in una.."riserva naturale"? 

2) il piano di assetto, fortemente voluto nel 2001 ( dopo 7-8 anni di stato di latenza ) dall'amministrazione comunale e poi bloccatosi in sede di osservazioni, è lo strumento fondamentale per la gestione del territorio dell'area protetta e può dare più complete risposte in tal senso agli agricoltori e allevatori. 
Naturalmente è stata proposta una suddivisione del territorio in zone a diversa vulnerabilità/vocazione in alcune delle quali le strutture si possono fare e in altre ( una superficie alquanto ridotta coincidente con leforre, i boschi più pregiati ed il sic) no. 
Una delle aree a tutela integrale è stata voluta dall'amministrazione e approvata dal Consiglio dove si vorrebbe "mettere in sicurezza" la parete lavica sovrastante la pista forestale in loc. Vincolo Scalette. Assai prima della richiesta di iniziare detti lavori.
Il piano non è "morto", come dicono alcuni, non è mai stato dichiarato morto ufficialmente e necessita solo di completare il suo iter. Si può rivedere, discutere, rianalizzare ma la sua approvazione è un atto di legge assolutamente obbligatorio per l'ente gestore, anche perchè è costato denaro pubblico .
Solo il piano ed il regolamento ci possono far uscire da questa fase di incertezza, di vacatio legis in cui vigono le norme di salvaguardia delle leggi di settore, tanto odiate in certi ambienti.

3) le norme sul vincolo idrogeologico ( tutta la riserva è sottoposta a tale vincolo) prevedono procedure complesse e costose anche per realizzare un fienile. Per venire incontro agli allevatori il sottoscritto ha ottenuto una interpretazione della normativa dalla Regione Lazio che ha consentito il risparmio di parecchi soldini ai richiedenti. 

4) miglioramento dei pascoli: sono utili e anche necessari non solo per fini produttivi ma anche ecologici. Solo che vanno eseguiti in modo "compatibile" cioè non si prende la ruspa o il macinatutto e si parte ma si contratta, si "concerta" la salvaguardia di singole emergenze ( siepi, filari, vegetazione riparia, alberi isolati) si mettono le pietre estratte in mucchi per favorire il rifugio della fauna, si sitemano i fontanili in modo da tutelare chi ci vive dentro ( tritoni, ecc.). E vanno fatti nel rispetto della zonizzazione che prevede zone in cui si possono fare e zone "no".
E' troppo? Ci abbiamo provato ma troppo spesso i nostri nulla osta "concertati" e il lavoro appassionato dei guardiaparco sono stati travolti, disprezzati dall'arroganza di certi signori che non vogliono proprio saperne di stare in una riserva naturale. Attenzione però a dare credito a queste operazioni, a dare marchi di qualità, di biologico ecc perchè qualità e biologico, in questo 2005, anno di inizio del Decennio della Sostenibilità devono essere sinonimo di..sostenibilità. Sennò non sono sviluppo compatibile ma solo crescita incontrollata dei consumi, mercificazione del territorio, erosione del suolo e della biodiversità, perdita degli stessi valori che sono tanto utili quando si vuole "certificare" la qualità di un territorio.

5) i boschi sono boschi anche se sul catasto ( non aggiornato da 30 anni e passa) c'è riportato altro. La legge ed i fini istitutivi ci impongono di conservarli come tali per le future generazioni.Fissano la CO2, migliorano l'habitat del pianeta intero, sono belli e ricchi di vita, tutelano il suolo e le acque.
Non si possono estirpare per fare nuovo pascolo e la legge oggi tutela pure i cespuglieti che tutti i forestali, gli ecologi ecc sanno che costituiscono la fase di colonizzazione del bosco. Certamente si può trovare un onesto equilibrio e lo abbiamo cercato, ve lo assicuriamo. Con risultati non sempre positivi, a seconda del grado di "concertazione" raggiunto.
Alcuni boschi non si tagliano (e paghiamo gli indennizzi), altri si, magari con tagli ad impatto ridotto come quello realizzato in loc. Guallo di concerto con l'Agraria. Problemi e ritardi non mancano ma se si fosse tutti convinti che una riserva naturale è una riserva naturale si lavorerebbe meglio e si accorcerebbero i tempi ed i contrasti.

In sostanza la vogliamo o no la Riserva Naturale? Sappiamo che cos'è? Peccato che in tutte le occasioni di confronto ed approfondimento ( teniamo un corso anche in questi giorni) sia assente chi ci dovrebbe essere. 
Alla prossima e grazie a tutti a nome di tutti i lavoratori della Riserva, di altre riserve, dei cittadini di Canale che ci sono vicini.
Ci piacerebbe tanto dibattere di queste cose con chi si muove contro di noi e la riserva in altre sedi, in strane riunioni ma proprio non ci vogliono ascoltare. Ci piacerebbe imparare, capire gli errori, trovare soluzioni, usare le energie per migliorare la riserva, far partecipare sempre più gente a questo bel progetto..ma la realtà è ben più misera...
E allora? E allora evviva la società civile!

Francesco Mantero