Gentili amici di Laboratorio Manziana

Vi chiedo, a titolo puramente personale, di poter usufruire, nell'ambito di un dibattito che non può spaventare chi crede nella democrazia, di questo unico canale di comunicazione che mi è consentito per rispondere ad alcune delle accuse infamanti che mi sono state mosse pubblicamente.

Sono ancora in attesa del verbale della seduta del Consiglio del 17 giugno e quindi mi esprimero' su quanto mi viene addebitato non appena in possesso delle specifiche accuse. 

E lo farò in tutte le sedi consentitemi dalla legge e dalla necessità di tutelare la mia stessa dignità professionale data in pasto ai più senza un minimo di rispetto per la mia persona e per il lavoro mio e dei miei collaboratori.

Sul fatto di aver limitato l'azione della Riserva alla pura "guardiania" ci sono fatti, articoli, attestazioni e dati a conoscenza di molti, anche se non si è mai voluto che la Riserva avesse una necessaria cassa di risonanza per le sue attività. Quello che hanno fatto i Guardiaparco per i bambini di Canale è stato pubblicamente riconosciuto, così come per attivare e controllare campi di volontariato,studi, monitoraggi e naturalmente vigilanza contro le piaghe del bracconaggio e dell'abusivismo.

Che dire del lavoro del naturalista che ha seguito tagli boschivi, indennizzi e ricerche, promosso e coordinato i progetti del Servizio Civile?

I miracoli della direzione e dell' ufficio amministrativo, che ora si vogliono " decapitare", per far quadrare bilanci, seguire progetti, ottenere nuovi finanziamenti, interfacciarsi con l'utenza, rilasciare nulla osta, ecc, collaborare con produttori e associazioni locali, venire incontro alle continue richieste di "promozione" ( in gran parte fatta a Canale con fondi della Riserva) da parte di assessori ,sono stati anche formalmente riconosciuti.

Gli studi attivati hanno permesso di scoprire cose che non si sapevano, che stanno permettendo la famosa certificazione EMAS e che sono stati tanto sbandierati nel bilancio sociale. 

Mi sento già di lanciare, comunque, una sfida a questi signori che mi accusano , una sfida di democrazia: accettate di confrontare le vostre ragioni con le mie in un dibattito in cui MI SIA CONSENTITO DI REPLICARE SENZA ACCUSE DI TRASGREDIRE L' ETICA ?
Di ribattere, punto per punto al fumo accusatorio?

Visto che non ho ricevuto censure formali durante il mio operato ma solo elogi e che ora, improvvisamente sono il nemico pubblico n.1 dello sviluppo, mi sembra il minimo...
Io sono pronto..e loro?

Francesco Mantero