ManzianaLAB intervista il Direttore della Riserva Naturale Regionale Monterano

A distanza di mesi dalla “bufera “ che ha investito la Riserva Naturale Regionale Monterano abbiamo incontrato il direttore per rivolgergli alcune domande che ci possano chiarire qual è la situazione attuale.

D: Cosa sta succedendo alla Riserva Naturale, a quattro mesi ormai dallo scioglimento del Consiglio Comunale. L’attività è ridotta al solo “ordinario”, cioè vigilanza, attività di segreteria, ecc?

R: Le attività di un’ area protetta sono indirizzate dalle leggi di settore e da specifiche direttive della Regione. Attività come l’educazione ambientale, il sostegno al volontariato, la ricerca scientifica, le attività produttive compatibili, lo sviluppo socio economico fanno parte, come dire, del “patrimonio genetico” di un’Area Protetta. Ciò non sminuisce certo il ruolo degli Enti delegati dalla Regione alla gestione delle Aree Protette, che anzi arricchiscono di contributi originali l’attività di Parchi e Riserve, in quanto a diretto contatto con la popolazione. Una iniziativa molto importante assunta dall’amministrazione scioltasi a giugno è stata quella di promuovere la certificazione EMAS del territorio, a cui la riserva ha dato un sostanziale contributo. Per rendere pienamente attuabile questa importante iniziativa è necessario continuare con decisione sulla strada da noi intrapresa: controllo del territorio, lotta ad abusi e inquinamenti, attivazione di nuove ricerche scientifiche per fornire ulteriori supporti al progetto.

D: Ci può citare qualcuna di queste iniziative?

R: … potremmo parlare dei campi estivi di volontariato che hanno visto impegnati numerosi scout anche quest’anno, alle prese con la ripulitura di sentieri e dell’area archeologica dei Grottini e la prevenzione degli incendi, il grande raduno dei gruppi cinofili di protezione civile di settembre, a cui stanno seguendo iniziative analoghe, la promozione delle nuove realtà ricettive (ostello, agriturismi e locande, B &B) attraverso la realizzazione di segnaletica di avvicinamento e la produzione di pieghevoli e guide . Abbiamo promosso il territorio di Canale in molte manifestazioni di settore, più importante fra tutte Festambiente a Grosseto. Saremo anche a Verona Cavalli per promuovere la Riserva e le sue tradizioni nel campo equestre. Il Centro servizi offre visite guidate gratuite tutte le domeniche. Nel campo della ricerca stiamo aggiornando alcune cartografie di base e stiamo stampando la carta geomorfologica della Riserva realizzata in collaborazione con l’Università La Sapienza. Stiamo promovendo un’ulteriore campagna di studio sulle cavità artificiali, sulla fauna (l’estate è stata ricca di osservazioni importanti!) nel campo del volontariato siamo impegnati con una serie di iniziative illustrate nel nostro sito www.parchilazio.it/monterano. Nel campo dei lavori pubblici stiamo gestendo la gara per la sistemazione del tratto viario Bicione - Ponte sul Mignone finanziato da fondi comunitari e stiamo procedendo all’acquisto di aree di particolare valore naturalistico. Sta partendo, inoltre, un intervento di manutenzione straordinaria dei sentieri, danneggiati dalle recenti alluvioni e la tabellazione bilingue dei monumenti di Monterano. Stiamo erogando indennizzi agli allevatori per danni da cinghiale e promuovendo alcune produzioni quali quella del miele. Abbiamo attivato un servizio gratuito ai cittadini per rinnovare i tesserini per la raccolta funghi senza andare a Roma. Abbiamo gestito le attività di volontari del Servizio Civile e di giovani tirocinanti di vari istituti superiori e universitari e accolto i giovani del Parco del Ticino nell’ambito di un gemellaggio voluto dall’amministrazione comunale.Insomma non siamo fermi alla sola attività “ordinaria”.

D: l’Università Agraria ha pubblicato una delibera di osservazioni che di fatto chiede al Commissario Prefettizio di non trasmettere il piano in regione: che sta succedendo?

R: Voglio ancora sottolineare che la redazione del Piano di Assetto/Regolamento era un obbligo per la Riserva sin dal 1988! Nel 2001 c’è stata l’adozione di un piano giudicato buono da molti. L’accoglimento di osservazioni utili come quelle riguardanti le giuste esigenze degli allevatori (ad esempio la possibilità di realizzare con le dovute cautele strutture come i fienili) avrebbe consentito di chiudere un’inadempienza che ha dell’incredibile e di dare giuste e chiare risposte all’utenza. In questa fase continuano ad essere in vigore le misure di salvaguardia della legge istitutiva e delle leggi di settore che sono assai più restrittive. Sinceramente non capisco l’accanimento contro un piano che, ripeto, può essere migliorato ma non gettato via. Tra l’altro è stata l’espressione della maggioranza di governo e nessuno ha pensato di bloccarlo in quattro anni di Amministrazione. 

D: ma sulla delibera dell’Agraria non mi ha detto niente!

R: Che devo dire? Che trovo assurde le accuse di aver ignorato un comitato scientifico che la Regione ha di fatto eliminato nel 1997, con legge riguardante tutti i parchi del Lazio?
Sono perfettamente consapevole del ruolo, dell’importanza, della dignità che viene dal passato di lotte agrarie delle Università Agrarie. C’ è un rapporto conflittuale tra due enti con finalità non sempre analoghe, è inutile nasconderlo, ma si può e si deve trovare una via di dialogo nel reciproco rispetto e nell’interesse di tutti. Lo sa lei, la gente lo sa che una specifica commissione agraria-riserva è stata da noi prevista proprio in quel piano che si vuole affossare? Che per quattro anni ho sollecitato incontri, commissioni U.A-Comune -Riserva senza risposte se non generiche?
Il tanto aborrito Piano di assetto dava precise risposte anche su questo: il punto 9.7 “ Diritti civici e rapporti con l’ Università Agraria recita testualmente: l’Università Agraria di Canale Monterano e l’ ente gestore della riserva naturale attiveranno “… una apposita convenzione per l’effettuazione di servizi o interventi di conservazione ambientale,promozione turistica e valorizzazione delle risorse ambientali e culturali all’interno del territorio della riserva naturale interessato dalle proprietà dell’ente agrario dietro congrua valutazione degli oneri derivanti, per i quali sarà stabilito apposito capitolo di bilancio a valere su stanziamento da parte dell’ente finanziatore ( la Regione).”

D: E la “lesione” degli usi civici?

R: Lo sa che mai, dico mai, abbiamo leso i reali diritti di uso civico? 
Che abbiamo rilasciato decine di nulla osta per tagli di uso domestico? Certo se in un albero secco ci nidifica l’allocco o un invertebrato protetto chiediamo di non tagliarlo e di portarsene via un altro…è troppo? La tutela dei terreni di uso civico, purché rimangano demaniali, è una fortissima garanzia per la tutela del territorio.
Vuole che le dica che esistono atti dell’Ente Agrario che hanno dato l’assenso al Piano di Assetto mentre si riferisce che abbiamo agito di nascosto? Che si propone di togliere dalla Riserva tutte le aree agricole? Il perché non si sa, ma si immagina cosa sarebbe il Parco di Vejo, quello di Bracciano, quelli di Roma Natura, di Migliarino, o parchi nazionali come il Vallo di Diano senza le aree agricole la cui tutela è uno specifico indirizzo dell’Unione Europea? Senza parlare di grosse inesattezze in materia legislativa e della gratuita offesa di “aver copiato il piano” da un altro piano che infanga, ancora una volta, tutti i lavoratori della Riserva, della Provincia, dello studio di progettazione di fiducia dell’Amministrazione e dei ricercatori qualificati che vi hanno lavorato con passione ed impegno. Che si chiede di non limitare l’accesso alle auto come se oltre 600 permessi rilasciati non fossero sufficienti per un paese di 3500 persone…se lo immagina il risultato? Altro che Pratoni del Vivaro!
Perché tutto questo? 

D: Già perché tutto questo? Un perché ci sara?

R: La mia impressione e non solo mia, è che facendo informazione volutamente distorta si voglia bloccare qualsiasi tentativo di pianificare in modo soddisfacente la Riserva, lasciandola nel limbo delle misure di salvaguardia che non rendono agile la gestione e fanno arrabbiare parecchie persone.
Girano voci che vietiamo la raccolta dei funghi, del crescione, della cicoria,delle more, della legna secca:tutte false!
E’ la solita storia di mettere la gente contro le aree protette “campane di vetro”, “freni allo sviluppo”, “riserve indiane”. Quella di Monterano non è una riserva indiana è una riserva viva e fervente di iniziative e pianificandola potrà rendere il servizio dovuto alla collettività. Certo questo servizio non può passare sopra abusivismi, “sviluppo” a base di villette che spuntano al posto di serbatoi dell’acqua, riduzioni dei confini, dissodamento di zone boscate , infrastrutture in zone ad elevatissima vulnerabilità idrogeologica e naturalistica, esclusione delle zone agricole dove, tra l’altro, si trovano gran parte delle specie di interesse comunitario. E’ come la vicenda del Piano del SIC, tanto demonizzato, che poi non prevedeva nessun ulteriore ampliamento di vincoli ma dava modo all’Unione Europea che finanzia tanti bei progetti a Canale, di vedere rafforzate le motivazioni per concederli. E il tutto, si badi bene, con accuse generiche e non ribattibili puntualmente, come quelle della famosa mozione consiliare che voleva cacciare il sottoscritto e un altro lavoratore della Riserva su toni di accusa che sembrano tratti da un romanzo di Solzenicyn . Cui prodest tutto ciò?

D: Già, cui prodest?

R: Non certo alla verità, al libero dibattito, alla cittadinanza, agli enti interessati, alle generazioni future a cui dobbiamo lasciare un mondo vivibile e, almeno in quelle strane cose che si chiamano “parchi e riserve naturali”, integro.