Dare un senso a ciò che si fa
Sono un'insegnante della scuola elementare di Canale che per tre anni
consecutivi ha svolto con la collega e i ragazzi della classe il Progetto Gens, in stretta collaborazione con il personale della Riserva.
Il lavoro di questo triennio ha visto l'apprezzamento dei genitori, del Sindaco di Canale, dott. Piccioni ,dell'assessore signora Vilma Piccioni, di
tutto il personale della Riserva e dell'Arp. Ma ciò che più conta ha appassionato gli alunni, che hanno imparato a
conoscere e rispettare qualcosa che già amavano: il loro paese e la Riserva.
Può sembrare retorica e per questo voglio qui sintetizzare gli obiettivi scelti dai ragazzi stessi, all'inizio di quest'ultimo anno di attività con
il Progetto Gens:
-mantenere nel territorio un equilibrio vantaggioso per la natura e per l'uomo
-far conoscere e far rispettare a tutti Canale e la sua Riserva, diffondendo
i lavori prodotti sul sito web della scuola.
Ma le ultime vicende riguardanti la Riserva, fanno sembrare tutto il lavoro svolto una sorta di tela di Penelope: da giovani ( di giorno) si coltivano
grandi ideali (si tesse la tela) poi, da adulti ( di notte),si disconferma ciò che si è andato costruendo( si disfa la tela).
Quali i motivi? Eccessiva semplificazione della realtà? Convenienze personali? Stolidità? Non lo so.
Come insegnante voglio e devo credere che l'età adulta è il momento della vita in cui possiamo realizzare i sogni della nostra gioventù. Almeno i più
importanti!
Ma bisogna ricordarseli e coltivarli, i sogni.
Un saluto, Luciana Vannini