Comunicato della Riserva Naturale Regionale Monterano
Nuova perizia conferma l'assoluta pericolosità e l'elevato valore naturalistico della parete sopra la pista forestale Scalette chiusa per frana.
Una nuova perizia tecnica realizzata da ricercatori del DIPARTIMENTO DI SCIENZE DELLA TERRA dell' UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI ROMA "LA SAPIENZA"conferma la linea sin qui seguita dall'ente gestore della Riserva naturale Monterano che ha ribadito la chiusura della pista forestale e della Strada di Ponte Antico ordinata dal precedente Sindaco F. Stefani con due Ordinanze Sindacali nel 2000 e che ha portato il Consiglio Comunale ad inserire la parete lavica in frana come "Riserva Integrale" nel Piano di assetto adottato dall'ente gestore con Delibera di Consiglio Comunale n.48/01. L' accurata relazione, frutto di lunghe ricerche che hanno consentito la redazione della "Carta geomorfologica della Riserva Naturale Monterano " (la carta è in distribuzione gratuitamente presso la Riserva Naturale) conclude:"La fratturazione prismatica delle lave ha favorito, localmente, la formazione di vere e proprie guglie di notevoli dimensioni (fino a 10 m circa di altezza), che in molti casi sono già del tutto isolate dall'ammasso roccioso in posto. Queste guglie, simili a vere e proprie chimney rocks,considerabili - per inciso - quali morfotipi di elevato interesse turistico-ambientale per la loro peculiarità nel contesto morfologico dell'Italia centrale, potranno essere soggette, anche in tempi brevi, a fenomenidi ribaltamento, con la conseguenza di investire ed oltrepassare l'attuale sede della Pista. In ultimo, ma non certo per importanza, va segnalato che, in corrispondenza della sommità della scarpata strutturale che borda la Pista, all'interno del bosco e a pochi metri dal ciglio della scarpata stessa, sono state riconosciute delle trincee di profondità metrica, ad andamento parallelo a quello dell'orlo della scarpata principale. Queste rappresentano degli indizi premonitori di un prossimo possibile manifestarsi di movimenti in massa di volume assai consistente lungo il tratto intermedio della Pista, in corrispondenza del quale la base della scarpata è a pochissima distanza dal bordo della Pista stessa. Tali movimenti potrebbero essere volumetricamente paragonabili a quello che ha dato luogo alla messa in posto, più a Nord,del grande corpo di frana da crollo già segnalato nella carta geomorfologica alla scala 1:10.000 e che ha determinato un notevole spostamento verso monte della scarpata, allontanandone la sommità di diverse decine di metri rispetto alla sede attuale della Pista.Alla luce dei rilievi effettuati e delle caratteristiche geomorfologiche d'insieme del versante esaminato, risulta evidente che la Pista Forestale Scalette si snoda lungo un percorso ad elevatissima pericolosità per frana.Le evidenze geomorfologiche suggeriscono il possibile manifestarsi a breve termine di fenomeni franosi prevalentemente da crollo o da ribaltamento, in grado di mettere in movimento un ampio intervallo volumetrico di roccia, a velocità anche molto elevate. Va sottolineato, a tal proposito, che anche l'eventuale mobilizzazione di blocchi più piccoli coinvolgerebbe in modo rischioso la Pista in questione (ed eventuali utenti), tanto più laddove questa è situata a poca distanza dal piede della parete rocciosa."Questo parere si aggiunge a quelli dell' Ufficio Geologico Regionale, dell'Agenzia Regionale per i Parchi, dell' Autorità dei bacini Regionali, alle conclusioni di una stessa relazione geologica commissionata dall' Università Agraria di Canale Monterano che hanno sostanzialmente dichiarato inarrestabile il fenomeno di crollo in atto ed insufficiente qualsiasi misura di contenimento.L'utilizzo di viabilità alternativa costituisce l'unica soluzione in grado di conciliare sicurezza, conservazione dell'habitat e dei valori geomorfologici ( la parte è classificata come "geosito") e finalità istitutive della Riserva naturale.
Il Direttore della Riserva Naturale
Francesco Maria Mantero