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a Manziana
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L’estate di Pasquino
Un’estate senza moglie
sta passando il buon Pasquino:
lei, per togliersi le voglie,
se ne è andata col vicino.
Lui, un po’ disorientato,
con il cuore e il frigo vuoti,
scende in piazza, va al mercato,
per trovar dei visi noti.
Ma al mercato non c’è il pane,
solo stracci in quantità.
Torna a casa come un cane
con la coda a ciondolà.
Quando poi, già verso sera,
lui voleva rimediare,
il “Norcino” aperto c’era,
ma con prezzi da scordare.
Provò allora la “Zozzona”:
lui voleva una ciriola,
gli mollò quella padrona
di dolciumi una carriola.
La domenica mattina
i negozi sono aperti,
ma Pasquino s’impappina,
i suoi gesti sono incerti.
Quando poi c’è festa in piazza
si dimena e fa baccano.
Pure il Sindaco ha paura
E si tiene ben lontano.
E che gente! I forestieri
lì, seduti ai meglio posti,
sconosciuti fino ad ieri,
dan battaglia a tutti i costi.
L’indomani il sor Pasquino
se ne va al Supermercato
che, se pur non è vicino,
qualche prezzo ha già scontato.
Ma lì dentro un direttore
che si dice laureato
per far matte le signore
tutto quanto ha mescolato.
Fanno rima, in quei locali,
le zucchine e gli stivali
e se cerchi mozzarella
compri invece una gonnella.
Fanno poi rima le brande
coi grissini e le mutande
e se cerchi un po’ di pesce
riderai da dove t’esce.
Stan con l’olio i detersivi
(fortunato se ci arrivi)
e se prendi il numerino
forse forse trovi il vino.
A Pasquino, ch’è ingrassato
per gli schifi che ha mangiato,
tutto quanto si è ristretto.
Compra, allora, al “Negozietto”.
Ed infine, sadomaso,
da Micheli un gran bel vaso
ha comprato.
Se la moglie tornerà,
sulla testa, già si sa,
a qualcuno (?) toccherà.
Firmato dal migliore amico di Pasquino di Manziana, cioè da lui stesso.
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